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12/10/2009 N° viste: 8112
Recensione sul
I MEETING NAZIONALE DERMATOLOGIA LEGALE


Gli interventi estetici: gli aspetti clinici, medico-legali e giuridici
LA CONOSCENZA COME PREVENZIONE e TUTELA


Sabato 26 settembre 2009, alle ore 14,30 circa, ben oltre un ora rispetto alla tabella programmatica, si sono conclusi i lavori delle due giornate del I Meeting Nazionale di Dermatologia Legale, che hanno privilegiato la discussione interattiva, con estremo interesse sino alla fine del meeting, tra pubblico ed esperti su tematiche di scottante attualità nella società moderna, quali la conoscenza e la prevenzione del rischio medico-legale nell'ambito della dermatologia e medicina estetica. La presentazione Ufficiale di D.L., prima rivista italiana medico-giuridica pratica di Dermatologia Legale, organo ufficiale del CeSIDeL "Vanni Labrini", centro studi promotore del meeting, è stata una delle novità originali e testimonianze del notevole interesse suscitato dal convegno, presieduto da Paolo Silvestris e Vito Pietrantonio, coordinato e promosso da Valerio Cirfera e Cosimo Prete, con la collaborazione di Marco Paolo, Paolo Vinci e Giancarlo Toma. L'evento svoltosi a Lecce il 25 e 26 settembre, ha ottenuto ampio successo di contenuti e di partecipazione da parte di dermatologi, medici estetici, chirurghi plastici, medico-legali, avvocati, giuristi e assicuratori, grazie anche e soprattutto alle eccellenti relazioni, all'elevato profilo professionale di tutti i moderatori e relatori, nonchè all'interesse pratico delle tematiche trattate.

Dopo i saluti iniziali delle autorità e del Segretario della SISMLA, Associazione Sindacale Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni, Dott. Italo Rochira, per la prima volta in Italia si è costituita una tavola rotonda sistematica e interdisciplinare sugli aspetti clinici e legali degli interventi estetici, soprattutto di quelli mini-invasivi che, come spiegato dal Dott. Pierfrancesco Cirillo, sono in continuo e notevole aumento negli ultimi anni in tutto il mondo e anche in Italia; interventi sempre più spesso di tipo ambulatoriale, non sempre esenti da rischi se effettuati senza la dovuta competenza, esperienza e accortezza: iniezione di tossina botulinica, filler, peeling, laser quelli maggiormente richiesti. Trattamenti non sempre "normati", una carenza emersa nei due giorni del meeting e che è necessario disciplinare nell'interesse e a tutela del medico e del suo paziente.

Ampio spazio è stato dedicato alla tematica del consenso informato in dermatologia e medicina estetica da parte degli Avvocati Luigi Rella e Roberta Altavilla, rispettivamente Presidente e Componente dell'ordine degli avvocati di Lecce, intervenuti con maestria in merito ai profili deontologici, civilistici e penalistici del consenso e alla certezza che la sua acquisizione non sia più discrezionale da parte del medico, ma una necessità e un obbligo giuridico, soprattutto negli atti invasivi, a tutela della libera volontà decisionale del paziente e del corretto operato del sanitario. L'importanza di tale argomento è stata sottolineata da Cirfera, che ha presentato il primo progetto di studio del CeSIDeL, in collaborazione con Dermatologia Myskin, sulla stesura delle linee guida italiane sul consenso informato in Dermatologia e Venereologia. Notevole l'interesse nei confronti delle applicazioni laser, a finalità cliniche e medico-estetiche, che, come spiegato dal Dott. Pier Luca Bencini, possono essere utilizzati per il trattamento di molteplici inestetismi quali le malformazioni vascolari, la rimozione di tatuaggi, il resurfacing cutaneo, il foto ringiovanimento non ablativo e la rimozione dei peli superflui, con la perizia di cui solo un medico qualificato può disporre. Tecnologie sempre più sofisticate che non dovrebbero essere impiegati per la rimozione dei nevi per il rischio concreto di vaporizzare anche quei melanomi "featureless" o che mimano lesioni benigne. A tutt'oggi l'indicazione di asportazione è e rimane quella chirurgica con conseguente refertazione istologica delle neoformazione. L'intervento del Dott. Giovanni Lombardi ha chiarito numerosi dubbi sugli aspetti medico-legali in tema di laser-terapia.
Hanno concluso magistralmente la sessione il Medico-Legale Prof. Benedetto Vergari, Presidente dell'Associazione Sindacale Italiana Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni, che ha relazionato sull'abuso di professione in Dermatologia Estetica e l'Avvocato-Giurista Maria Costanza, Ordinario di Diritto Privato dell'Università di Padova, con relazione sui profili di responsabilità professionale che interessano il medico, la struttura in cui opera e l'azienda produttrice delle apparecchiature. Oltre ai laser, anche i filler rappresentano un' importante domanda del mercato della medicina estetica per migliorare specifici inestetismi localizzati e per migliorare le rughe d'espressione. Esistono in commercio una miriade di prodotti che vengono proposti al medico solo con il marchio CE, rilasciato da enti privati, una certificazione riferita solo agli standard di produzione e alcuni dei quali con nessuna garanzia di qualità. Granulomi da metacrilato, ascessi asettici, migrazione del prodotto dall'iniziale sede d'impianto sono solo alcuni degli effetti indesiderati dei filler che sarebbe opportuno classificare come "medical-device" affinché vengano sottoposti a specifici e rigorosi valutazioni di sicurezza.

Il Prof. Paolo Silvestris, il Dott. Maurizio Benci insieme al Dott. Carlo Bertana e Pierfrancesco Cirillo, autori delle linee guida italiane sui dermal-filler, dopo aver presieduto l'interessante discussione sullo stato dell'arte di tali presidi, hanno comunicato i dati scientifici emersi dalla "consensus conference" italiana per le indicazioni e il coretto utilizzo di essi, tenuta insieme alle maggiori società scientifiche di settore. Nella sessione successiva è intervento il Prof. Piergiovanni Rocchi, uno dei maggiori esperti nazionali di dermatologia legale, che ha relazionato sugli aspetti medico-legali delle tecniche iniettive dermo-ipodermiche a finalità estetica. Successivamente Benci ha ribadito che la somministrazione di Tossina botulinica è il trattamento estetico maggiormente richiesto al momento, soffermandosi sulla normativa e le sedi "labelled" di iniezione, ossia le rughe glabellari nei soggetti tra i 18 e i 65 anni; eppure, un'imponente letteratura scientifica ne documenta l'efficacia anche in altre aree del volto. Come, dove e quando non iniettare la tossina botulinica ha concluso la relazione, con indicazione delle zone più a rischio e di quelle assolutamente controindicate, per scongiurare l'insorgenza di effetti collaterali: ptosi della palpebra, diplopia, ecc. Disciplinare, regolamentare e promuovere i comportamenti operativi condivisi e l'osservanza delle regole dello stato dell'arte su una metodica estetica esulerebbe l'operatore dalla colpa generica per imperizia, imprudenza e negligenza, ma anche dalla colpa specifica. Un lavoro in tal senso è stato già svolto nel 2006 quando un gruppo di esperti dell'AIDA (Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali) e della SIDCO (Società Italiana di Dermatologia Chirurgica ed Oncologica), hanno redatto le linee guida nazionali sui peeling, che come spiegato da Cirfera, sono finalizzati alla stimolazione del turn-over cellulare epidermico e alla neoformazione di collagene dermico. Il peeling per quanto possa sembrare una metodica semplice è un atto professionale che può comportare diverse difficoltà operative o gestionali post-intervento, delucidate nel 2007 dal gruppo di dermatologia legale dell'AIDA che ha catalogato, in base a tale criterio, tutti i principali caustici e la loro combinazione nell'esecuzione di un peeling chimico. Il Dott. Pietrantonio ha prospettato, con particolare competenza ed esperienza, i comportamenti operativi appropriati a prevenire il rischio clinico nei peeling a base di fenolo, mentre il Dott. Attilio Steffano, broker di assicurazione, ha concluso la sessione soffermandosi, con estrema chiarezza, sull'importanza della tutela assicurativa del professionista.

La prima giornata dei lavori è stata conclusa dall'avv. Prof. Paolo Vinci, docente di diritto sanitario presso l'Università Bicocca di Milano, con una dissertazione su un altro argomento molto attuale: la prescrizione di farmaci a finalità estetica, in modalità "off label", ovvero senza l'autorizzazione ufficiale degli enti istituzionali competenti, che ha dato luogo a numerose domande dal pubblico; un'opportunità prescrittiva che è concessa dalla legge 94/98, a condizione che l'operatore rispetti alcuni criteri che la rendano lecita, così come è sancito dalla recente legge 244/2007, in base alla quale il farmaco prescritto deve essere stato oggetto di sperimentazione almeno di fase 2, non essendo più sufficiente il riferimento ad una letteratura ampia e condivisa sulla sua efficacia e sicurezza.
I lavori di Sabato mattina sono iniziati con una recente e innovativa proposta di trattamento del foto-aging mediante terapia fotodinamica, una metodica non invasiva indicata ufficialmente per il trattamento dei tumori cutanei non melanocitari. Le indicazioni e i meccanismi d'azione della metodica sono stati presentati da Bertana mentre il Dott. Dario Fai ha condiviso la sua notevole esperienza sull'argomento, sia per quanto riguarda il trattamento delle precancerosi, delle neoplasie cutanee ma anche delle rughe e delle lentigo solari. Ma il trattamento estetico rappresenta un'obbligazione di risultato o solo di mezzi? E' la domanda centrale che ha caratterizzato l'intervento e la riflessione del giurista avv. Domenico Chindemi, Magistrato della Corte di Cassazione, che si è soffermato sul concetto moderno di obbligazione di garanzia in estetica e sulle conseguenze civilistiche o risarcitorie per il mancato raggiungimento del risultato concordato prima dell'intervento. Il danno estetico in ambito civile, penale e sociale può rappresentare una nuova frontiera del danno biologico? Domande ancora aperte che testimoniano l'interesse per l'argomento affrontato con casi pratici dal Chirurgo Plastico Fernando Tarantino e dai Dermatologi Benci e Cirfera, a cui è seguita la tavola rotonda di rilievo dottrinale condivisa dai Medici-Legali salentini Alberto Tortorella, Roberto Vaglio e Giancarlo Toma, dall'Avv. Giuseppe Rampino e dai Giuristi-Avvocati Vincenzo Farina e Tommaso Vito Russo, cattedratici dell'Università del Salento. E' indubbio che, nella maggior parte dei casi, il danno estetico abbia una valenza civile in quanto produce delle conseguenze patrimoniali ed extrapatrimoniali, talvolta anche penale, se il danno viene equiparato allo sfregio e/o alla deturpazione del viso e del corpo e se alla sua origine sia stata documentata la commissione di un reato. Gli eventuali risvolti psicologici e socio-relazionali, ha affermato Tortorella, sono fonte di ulteriore sofferenza, da tenere in debito conto nelle valutazioni globali del danno biologico, concetto ampio in cui rientra anche il danno estetico, come riferito da Rampino.

Fortunatamente le nuove tecnologie oggi permettono al medico l'emendabilità Terapeutica, come spiegato dal Dott. Giuseppe Alessandrini, ovvero la possibilità di avvalersi di trattamenti correttivi per risolvere eventuali danni dovuti ai trattamenti estetici, spesso motivo di accuse ingiuste, di liti temerarie, argomentazioni presentate e discusse dall'avv. Aldo Grassi, che ha anche affrontato il tema del danno punitivo, di cui è un profondo conoscitore di livello nazionale. Hanno concluso i lavori gli interventi sulla medicina difensiva del Dott. Giorgio Bartolomucci, Direttore Scientifico della rivista "la pelle" e del Prof. Cosimo Loré, Direttore di Scienze Medico-Legali, Sociali e Forensi, Università di Siena.

Infine, per la prima volta in Italia, un convegno di dermatologia è stato seguito in tutto il mondo tramite il servizio "Web Twitter" curato dal sito www.myskin.it, attraverso cui chiunque si collegava, poteva esporre ai relatori dei quesiti, giunti numerosi, così come può essere riscontrato sul medesimo portale. Il messaggio che ha voluto dare e ha dato il meeting è quello perseguito dal CeSIDeL "Vanni Labrini" sin dalla sua nascita, che coincide con l'intento cardine dello studio della dermatologia legale, ovvero la messa a punto di comportamenti professionali medico-giuridici condivisi dalla comunità scientifica e finalizzati alla prevenzione del rischio, del danno e del contenzioso infondato per la tutela della persona, professione e professionalità dell'operatore sanitario e della salute, anche estetica, del suo interlocutore.

Il successo del meeting, sia scientifico che organizzativo, sarà un fattore determinante nella decisione dei promotori e organizzatori per un secondo appuntamento nel settembre 2010.


Autore: Alessandro Martella - Dermatologo - Lecce


 

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